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venerdì 25 novembre 2016

Il Ristorante Il Mulino "invita" a Cena il Caseificio dei Pini

Torniamo nell'agro pontino, terra piena di ricchezze culinarie: di agricoltori, di allevatori, di ristoranti e di caseifici..

Stavolta abbiamo il piacere di conoscere più a fondo il "Caseificio dei Pini" (sito a Latina Scalo in Via delle Industrie n. 4)

Cosa c'è di meglio di una cena a 6 portate per apprezzare a 360º mozzarella, provolone e ricotta?
Questa idea è venuta al ristorante "Il Mulino" di Sermoneta, che ha deciso di dare il via, con questa cena, ad una lunga serie di "EVENTI CON IL PRODUTTORE".

Siete curiosi di sapere come è stata rivisitata la mozzarella? Beh, io lo ero, e ne sono rimasta stupita e soddisfatta!


Apre la cena una classica MOZZARELLA DI BUFALA CON OLIO AL BASILICO, giusto per darci l'idea della qualità del prodotto che hanno selezionato: succosa, fresca e si scioglie in bocca; credo di non dover aggiungere altro. 


A seguire UNA TARTARE DI TONNO CON OLIO AL MANDARINO E LATTE DI MOZZARELLA DI BUFALA versato sopra la tartare al momento. 
A partire dal tonno che era qualcosa di sublime, ammetto che, inaspettatamente, si sposava molto bene con il latte e il profumo di mandarino rendeva il piatto ancora più profumato. 


Una VELLUTATA DI ZUCCA, SEMI E MOZZARELLA DI BUFALA AFFUMICATA per proseguire. 
La vellutata era deliziosa e i semi di zucca aggiuntivi ti regalavano quella croccantezza inaspettata, ma che fa sempre piacere!
L'accostamento con una mozzarella affumicata è un azzardo! se da una parte si bilanciava bene con il dolce della zucca, dall'altra sovrastava troppo il sapore della vellutata "contaminandola" con il retrogusto affumicato. Questo secondo me, però sentiti gli altri commensali sembrava che fosse speciale..


Il primo: MISCHIATO DI PASTA DI GRAGNANO CON PROVOLONE, LIMONE E PEPE. 
Può sembrare una rivisitazione della cacio e pepe e in realtà il sapore era molto simile, se non fosse che il provolone sciolto si amalgamava omogeneamente con la pasta e il limone limava quella che magari poteva essere la grassezza del piatto. 


Il "secondo": COCOTTE CON UOVO IN PURGATORIO E MOZZARELLA DI BUFALA. 
Vabbè, lasciamo stare: TOP! Buonissima la mozzarella che amalgamata con il pomodoro piccante che poi  era l'ideale per una bella scarpetta succulenta, e l'uovo? si abbinava alla perfezione in questa terrina di coccio in cui è stato servito.


Dulcis in fundo: RICOTTA, PERE E CIOCCOLATO della bellissima e bravissima Chiara, che ha rivisitato questa classica torta in una versione mignon, con al centro un cuore di composta di pere che colava sulla ricotta dolce e sul biscotto al cacao... Vi lascio sognare!

di Elisa Quaranta

giovedì 4 febbraio 2016

"DIN DON" ... è giunta l'ora di BELL! di ELISA QUARANTA

Venerdì scorso, nello storico quartiere ''fatato'' Coppedè, ho partecipato alla digital dinner di BELL.

Questo locale è rinato dalle ''ceneri'' di uno precedente: Le Fontane, ristorante storico del quartiere.

Il simbolo di questo locale è una campana come si può ben immaginare dal nome, campana mantenuta dal locale precedente.. Un pezzo di vecchio in un qualcosa di nuovo.

Purtroppo causa traffico romano ho perso l'aperitivo di benvenuto, che consisteva in dei cestini chiamati ''CAMPANELLE'' pieni di piccole degustazioni per poter provare più pietanze del menù; però sono riuscita a prendere il cocktail di benvenuto scegliendo tra un'ampia lista di cocktail innovativi ed invitanti.


La formula dell'aperitivo mi è piaciuta molto, soprattutto per i ragazzi della mia età che magari vogliono un aperitivo sofisticato ma senza spendere tanto..
Ecco, questo è il locale che fa per voi: con 13 o 15 Euro si può scegliere tra ''percorsi'' diverse 3/5 portate più un cocktail.

Ma passiamo alla cena.


 
ANTIPASTO
Uovo a 65° con funghi champignon, stracchino, spugna di funghi ed una spolverata di tartufo.
La temperatura non è stabilita a caso bensì 65° è il momento in cui tuorlo ed albume hanno la stessa consistenza.

Mi è piaciuto come antipasto perchè discosta da quelli che possono essere i tipici taglieri rustici, dunque rispecchiava anche il format del locale.
I sapori erano ben bilanciati ed il tartufo era nella giusta quantità.
Vi consiglierei di prenderlo se siete amanti dell'uovo e siete curiosi di sperimentare questo tipo di cottura.


PRIMO
Tagliolino ''36'' con Capesante scottate mantecate alla senape, 36 perchè per ogni chilo di farina ci sono 36 tuorli d'uovo.


Il tagliolino era molto buono, spesso come piace a me e soprattutto si sentiva che era fresco.
Sfortunatamente non sono un'amante della senape (anche se artigianale), ma adoro le capesante, dunque ho cercato il loro sapore in tutto il piatto.
La senape era regina indiscussa del piatto, era il sapore dominante..
 
SECONDO
Cervo mantecato al cacao, con purè affumicato, polvere di cacao e frutti rossi disidratati.


Premetto che non avevo mai assaggiato la carne di cervo prima di allora e mi è piaciuta molto.
Il piatto, nell'insieme, era ben bilanciato anche se la polvere di cacao tendeva un pò troppo a coprire il sapore della carne di cervo.
Mentre la carne, appena scottata, era molto buona, morbida e saporita.

SORBETTO
''Napoli in white'': stracciatella, panna cotta al basilico e sorbetto di pomodoro.

OTTIMO. Fresco, dissetante e particolare. La prima cosa che mi ha colpito è stata la consistenza più dura della panna cotta in contrasto con la morbidezza del sorbetto e della stracciatella.


 DESSERT
''London 5 p.m.'' :mousse di latte, sfere di thè nero (ottenute con cucina molecolare), aria al limone, biscotto al burro sbricioloato.


Il dessert era molto particolare ed elaborato. Molto morbido e delicato.
Ho apprezzato i sapori di questo dolce che rimandavano veramente, in tutto e per tutto, al famoso thè delle 17; però, ecco, deve rimanere un dessert da pomeriggio.
Non credo sia il dessert ideale da ordinare dopo cena, consigliatissimo invece di pomeriggio servito in una tazzina ricoperta dal biscotto al burro.



Il personale del locale è giovane, gentile e disponibile.
I camerieri avevano tutti il sorriso stampato in viso ed erano più che disponibili ad introdurre la tipologia di vino o a spiegare le tecniche di cottura del piatto.
 

La chicca di questo locale, inoltre, è la sala per fumatori all'interno del locale, arieggiata, senza il bisogno per i fumatori di dover uscire fuori al freddo per fumare.

Da provare se vi trovate a fare quattro passi in questo storico quartiere magico.

di ELISA QUARANTA

lunedì 3 agosto 2015

CHICHIBIO: dal Decameron a Sermoneta la poesia la fanno i piatti!

Se dico “ Chichibio” la maggior parte di voi pensa alla simpatica storiella che troviamo nel Decameron di Boccaccio. Invece questo cuoco un po’ pasticcione è diventato anche il nome e l’insegna di un ristorante a Sermoneta (LT). Tre sorelle, all’incirca due anni fà, hanno deciso di dare nuova vita alla ormai vecchio ristorante della discoteca “Charlie Brown” e di rendere questo spazio un ambiente accogliente e conviviale in cui proporre una cucina rustica ma al contempo rivisitata e rielaborata.

Data la bella stagione ci sono dei tavolini sulla terrazza esterna al ristorante che affaccia sul belvedere, in un’atmosfera molto suggestiva, ma causa il maltempo siamo stati all’interno del locale.

Per la cena-degustazione mi è stato proposto un percorso di vini di Marco Carpineti, infatti ad accompagnare gli antipasti c’era un Cervinara blend di uve bianche.
Come antipasto mi è stata servita una Parmigiana di Zucchine con un cuore di mozzarella di bufala, melanzane e pachino, accompagnata da un pesto di rucola. Ad un primo impatto la composizione del piatto ed i colori vivaci mi hanno lasciato una buona impressione e mi è piaciuta la rivisitazione della classica parmigiana alla quale forse non avrei aggiunto le melanzane.


La seconda portata dell’antipasto è stata un Tris di Riso composto da: RISO VENERE con verdure croccanti (carote, cipollato fresco, zucchine e peperoni) ; RISO ROSSO con zucchine e curry accompagnato da una crema di fagioli cannellini; RISO BIANCO con olive taggiasche, pesto e pachino insieme ad un pomodoro confit (ovvero cotto al forno per un’ora a 120°). Questo piatto, anzi questo tris di piatti, mi ha lasciato un pò di dubbi, soprattutto il due risi Venere\Rosso mentre ho trovato molto buono quello Bianco.


A questo punto cambiamo vino e degustiamo un Capolemole bianco e sempre dell'Azienda Agricola Marco Carpineti e passiamo ai primi.
Il primo “primo” che mi viene servito sono degli Gnocchetti con Crema di zucchine e mentuccia, Pomodorini confitto e Primosale di bufala. Si sa che gli gnocchi risultano sempre un po’ pesanti, invece una delle caratteristiche di questo piatto è stata proprio la leggerezza. Ho apprezzato la scelta del primosale che ha reso il piatto molto fresco, forse avrei preferito la salsa meno densa.


Il secondo primo servito è una rivisitazione della classica Amatriciana Romana: L’AMATRICIANA DI CHICHIBIO, considerata il piatto forte del ristorante.. Un tagliolino su crema di pecorino e guanciale croccante di Bassiano. Il guanciale croccante è saporito, la crema di pecorino deliziosa e la pasta al dente: BUONISSIMA. Capisco perché sia considerata il loro piatto forte. L’unico commento che mi sento di fare è che consiglio vivamente di provarla voi stessi.

Passiamo adesso ad un Tufaliccio, vino rosso per accompagnare il secondo: un Filetto di Maiale avvolto nel Lardo di Bassiano con una salsa al vino e marmellata di mele cotogne con carotine alla Julienne fritte. Un abbinamento da leccarsi i baffi. Azzeccato il contrasto dolce-salato e il contrasto della morbidezza della carne con il croccante del lardo e delle carotine. Un gioco di contrapposizioni molto ben riuscito.

Per concludere la cena un Tiramisù con uova pastorizzate (cotte con lo zucchero a 121°) e gocce di cioccolato fondente e fava di cacao grattuggiata. Accompagnato da un Moscato di Terracina Capitolium questa volta delle Cantine S. Andrea. Non sono una grande appassionata del Tiramisù, ma questa rivisitazione con le uova pastorizzate, che lo rende più digeribile e adatto anche a bambini e donne in gravidanza, mi ha piacevolmente sorpreso. Infatti rimane cremoso e delicato, con la giusta quantità di caffè ed il biscotto croccante.

Dunque, ricapitolando: buoni gli antipasti, ottimi primi il secondo ed il dolce (con menzione speciale per la Amatriciana di Chichibio). A contraddistinguere tutti i piatti è stata l’ accurata composizione per la quale ho fatto anche i complimenti alla cuoca Monica Bertassello (una delle tre sorelle) e con la quale mi sono congratulata anche per la fantasia con cui ha pensato e preparato ogni singolo portata.


Il menù di questo ristorante cambia stagionalmente poiché i prodotti usati sono tutti a km 0 e freschi, quindi i loro piatti seguono l’alternarsi delle stagioni.
La carta dei dolci, invece, cambia settimanalmente ma rimane fisso il tiramisù apprezzato e richiesto  da molti clienti.

Ho trascorso una piacevole serata poiché tutti sono stati gentili, disponibili e ben preparati nella spiegazione dettagliata dei vari piatti. Da notare anche la cordialità con la quale  si gestisce la sala e la scelta dei vini. I clienti sono intrattenuti con qualche chiacchiera e tanti sorrisi.


Insomma vi consiglio questo ristorante se avete intenzione di trascorrere una piacevole serata in compagnia di buon cibo, personale simpatico e una vista mozzafiato su uno scorcio parlticolaere di Sermoneta.

di Elisa Quaranta

P.s. Quasi dimenticavo! Questo locale ha ricevuto il premio eccellenza di Trip Advisor 2015.